Ci svegliamo con la skyline di Las Vegas fuori dalla camera. Incredibile ancora solo immaginare che siamo arrivati fino a qui.

Ci arrangiamo per colazione, trovando quello che capita attorno all’hotel. La giornata è meravigliosa, si sta tranquillamente in maglietta fuori. E siamo a gennaio.

Ufficialmente le suites vengono consegnate nel primo pomeriggio, per cui abbiamo de tempo da investire prima di fare l’entrata trionfale a Vegas.

Quindi ce la prendiamo comoda e usciamo dalla città, per vedere la diga di Hoover.

Un cartello pubblicitario ci fa deviare qualche minuto… sembrava facessero giri in elicottero a 40 dollari, ma era solo per tre minuti sopra la diga. Inutili.

Entriamo alla Hoover Dam e fotografiamo il baratro in cemento che racchiude una delle ultime foci del fiume Colorado, prima di scendere verso sud in direzione Messico.

Siamo sereni, e carichi. Abbiamo voglia di viverci appieno questi due giorni da ricchi.

Facciamo benzina e mangiamo una cosa al volo in vari fast food, per poi ritrovarci e dare ufficialmente inizio alla marcia trionfale sulla strip di Las Vegas.

Tutto fuori dal finestrino, con la musica a palla.

Un convoglio della CIA in mezzo a Vegas.

Ci guardano tutti. Ma chissene, siamo nababbi.

L’Aria ci si presenta di fronte in tutto il suo splendore. Un gigante dei vetro, illuminato dalle prime luci della notte di Vegas.

Prendiamo le stanze, alcuni di noi hanno preferito spendere meno e andare al Bellagio.

Per due notti saremo ricchi.

E avremo la città che non si spegne mai ai nostri piedi. Ma non vi racconteremo nulla di tutto ciò.

Quello che succede a Vegas….