Ci svegliamo nel tiepido mattino di Moab, circondati da altopiani di roccia rossa. Quanto daremmo per poterci svegliare ogni mattina con questa vista incredibile…

Carichiamo valigie, zaini e feriti in macchina e partiamo. A parte Steve Rogers, che impreca ad ogni buca sulla strada, abbiamo parecchie vittime dell’influenza intestinale, che piano piano sta facendo il giro di tutti. Dobbiamo più volte fermarci per strada perché qualcuno possa espellere la colazione del mattino.

D’altronde il freddo freddo di questi giorni, uniti al fatto che stiamo sempre insieme e ai cibi molto diversi dalla nostra buona cucina di mammà, sono ottimi aiuti al diffondersi del virus.

Oggi la direzione è SUD-EST. Dobbiamo lasciare lo Utah per arrivare in Arizona, precisamente a Page. E lo dobbiamo fare per una strada forzata che, ahinoi, ci deve far passare per la Monument Valley, uno dei posti più riconoscibili dell’immaginario western e patrimonio UNESCO. Abbiamo veramente tutte le sfighe.

Il paesaggio attorno a noi cambia. Dalle steppe innevate, passiamo a steppe completamente secche. Con grandissimi altopiani di roccia rossa che ci circondano. Sembra di correre su Marte.

Pathfinder, la macchina uno di oggi, decide di fare una piccola deviazione dalla strada principale, portandoci dentro un parco chiamato Valley of the Gods. Valle degli dei.

Non c’è nome più azzeccato. Entriamo in una vallata, circondati da massi enormi, colonne, altopiani rossi come il fuoco. È uno spettacolo. In testa ci risuona qualsiasi colonna sonora dei film di Sergio Leone o di Indiana Jones.
Un posto epico.

Ci fermiamo in mezzo al nulla a fotografare qualsiasi cosa e qualsiasi persona. Facciamo i modelli influencer ed esploriamo qualsiasi metro quadrato attorno a noi.

Usciamo dalla valle degli dei pieni di fame, sono ormai le tre del pomeriggio ed è ora di cercare un fast food in modo molto fast.
Per cui puntiamo verso Kayenta.

Attraversiamo la famosa Monument Valley. Facciamo le foto di rito nell’esatto punto in cui Forrest Gump si è fermato ed è tornato a casa perché era un pò stanchino.

Passiamo i giganti della vallata in macchina, illuminati a fuoco dal sole al tramonto, ascoltando qualsiasi canzone da viaggio americano potessimo avere nelle nostre playlist e arriviamo a Kayenta.

Ci fermiamo al McDonalds. Qui, esattamente undici viaggi fa, hanno cercato di rapinarci i messicani. Dovevamo sfatare il mito.

Riprendiamo la strada verso Page, nella notte dell’Arizona piena di stelle.
Ci arriviamo in prima serata. Lavanderia e piscina, cena e nanna (per chi non è andato a giocare a bowling con gli indigeni).