Partiamo la mattina presto, dobbiamo fare tantissima strada anche oggi.
Cosi la sveglia suona presto, e la prima cosa che vediamo fuori dalla finestra sono -16 gradi.
Perchè -16 gradi si vedono proprio, le bottiglie che abbiamo lasciato in macchina sono tutte completamente congelate, acqua, aranciata, cocacola…e persino frappuccino. Tutti blocchi di ghiaccio.
E li vedi tutti sui pantaloni i -16 gradi…perchè mentre sopra il giubotto e 45 magliette e maglioni fanno il loro lavoro, sotto tra la tua pelle e quei gradi c’è solo il tessuto dei jeans, e li fissi, perchè ad ogni passo senti il tessuto che ti tocca ghiacciato la pelle…
Montiamo in macchina con il riscaldamento impostato su hawaii e iniziamo le nostre millemilamiliardi di miglia su strade dritte.
All’inizio siamo su di una freeway, una specie di autostrada, c’è vita…sembra quasi di essere ancora in italia.
Poi prendiamo la 84, e il paesaggio cambia…e anche la vita.
Non incrociamo nessuno per centinaia di miglia.

Cosi partono le gare con le macchine, i discorsi, le canzoni a squarciagola, ma soprattutto, a tratti, lo psicodramma del guidatore.
Già…perchè prima o poi, che siano 100 miglia, o 10, arriva lo psicodramma, e ti ritrovi da solo a guidare una macchina con 4 o 5 cadaveri dietro.
Tutti svenuti.
Stai parlando, cantando, ti distrai un attimo guardando uno stop, e puf, tutti narcotizzati.
Poi riappaiono esattamente nello stesso magico modo, mentre sei li che ti sei abituato a questa nuova solitudine “tutto bene ? ce la fai ? perchè altrimenti parliamo”…e tu “no, tranquillo”… non finisci nemmeno la frase e sei nuovamente immerso nel silenzio narcotizzante.

Usciamo dallo utah ed entriamo nel nevada, poi rientriamo nello utah…e poi ancora nel nevada.
Siamo proprio sul confine quando arriviamo in una cittadina chiamata wes wendover, tristemente nota perchè qui c’è un aeroporto dove hanno preparato la prima bomba atomica sul bombardiere che poi l’ha sganciata.

La cosa divertente invece è la linea del confine a terra: da una parte c’è scritto nevada, dall’altra utah.
Da una parte il gioco d’azzardo è legale, dall’altra no: ci sono i mormoni.
Da una parte lucine e casinò, dall’altra silenzio e casette poco illuminate.
Il tutto nel giro di qualche metro.
La passiamo ed andiamo a bonneville, in un posto a metà tra il cielo e la terra.
Un lago salato con qualche cm di acqua e sotto uno strato compatto di sale.
Che si traduce in una piana d’acqua immensa , perfettamente calma, che riflette il cielo e le montagne come fosse un gigantesco specchio.
Aspettiamo qualche secondo e poi ci lanciamo a cannone in mezzo all’acqua con le macchine, facciamo foto surreali, proviamo a spingere a manetta alzando onde altissime ai lati della macchina.

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facciamo i veri vandali per almeno 15 minuti buoni dentro il lago.
C’è solo un piccolissimo trascurabile dettaglio: quell’acqua è composta da 1% di acqua e 99% di sale.
Che per una macchina, ed il suo motore, è praticamente letale.
Cosi appena finiamo di fare i piccoli capitan nemo, abbiamo le macchine che sono una specie di branzino al sale appena uscito dal forno.

La prima a dare segni di cedimento lo fa con il clacson.
E non a caso è quella di “napoli”.
Abbiamo il clacson attaccato, sempre, la spia del motore accesa…e qualche strano rumore qui e li.
Ricordandoci il corso di ingegneria nucleare fatto anni prima, notiamo che il clacson è ovviamente uno dei pochissimi strumenti che è attaccato direttamente alla batteria, senza passare dal via.
Cosi più lui suona, più la batteria va giù.
Ma noi, da piccoli MacGyver, abbiamo la soluzione :”togliamo il fusibile”.
Apriamo il manuale di 67465 trillomilioni di pagine, troviamo il disegno fatto da ingegneri della scatola dei fusibili, troviamo il fusibile numero 94 corrispondente a “horn”…
facilissimo.
Apriamo il cofano, troviamo il fusibile facendo una specie di caccia al tesoro.
Lo togliamo.
Facile.
Non funziona.
Facile.
Il clacson ancora urla.
Tipo un genitore impazzito quando scopre che sei appena entrato in casa completamente sporco di fango e lui ha appena finito di pulire ogni mm di casa.
Quindi assistiamo al clacson che urla fino quasi a perdere la voce, la spia del motore accendersi, seguita a ruota da quella della batteria.
I soldi per il corso di termochimica nucleare all’università non sono stati buttati, avevamo ragione. Purtroppo non basta.
Allora piano B: laviamo le macchine, motore compreso, cosi togliamo il sale e tutto tornerà magicamente al suo posto.
“Si può lavare il motore dentro il cofano con la batteria ed elettricità come se non ci fosse un domani ?”.
Al corso di termochimica nucleare non l’hanno detto…troppo tardi lo abbiamo già fatto.
Il clacson , quel piccolo bastardo, nonostante non abbia voce, cmq lo senti in sottofondo che cerca di urlare.
Niente da fare nemmeno lavando il motore.
…la macchina muore. non parte più ora…proviamo a togliere per scrupolo il fusibile vicino, non il 94, ma il 93.
Si azzittisce.
Crediamo che l’ingegnere, insieme al grafico che ha disegnato il manuale, in quel momento esatto abbiano sentito delle voci lontane nella loro testa, e gli sia caduto un vaso di fiori su di un piede.

Cosi spostiamo le valigie nelle altre macchine, spostiamo tutti in un albergo li in paese, altri vanno a mangiare, qualcuno chiama avis per risolvere il problema.

“buona sera, sono un innocente ragazzo italiano sprovveduto che non sa cosa fare, la macchina si è appena misteriosamente spenta senza che io ne sappia assolutamente il motivo, cosa posso fare ?”
“nessun problema, mi dica dov’è…si ecco, perfetto, tranquillo, le mandiamo un meccanico sul posto”
… e infatti dopo 15 min arriva un meccanico.
drogato.
mezzo ubriaco.
che si mangia mezze parole e si guarda continuamente intorno manco fosse un rapper negro inseguito da miliardi di poliziotti.
“la batteria è morta, dovete chiamare avis”
“lo abbiamo fatto e ci ha mandato te”.
“a si?”
“si”
e si guarda intorno. da negro. cercando forse i suoi fratelli della gang.
Lo osserviamo stupiti.
Ma non serve a niente nemmeno quello, richiamiamo avis:”ciao, sono sempre il piccolo fanciullo indifeso italiano che ha appena visto il tuo meccanico professionalissimo rapper negro, che ha detto che per una misteriosa congiunzione astrale, la batteria è morta, cosa posso fare qui da solo al buio in una terra straniera senza cibo e acqua e senza mamma ?”
“non ti preoccupare, allora ti mandiamo un altro meccanico che recupererà la tua macchina e ne porterà un’altra che ti recapiteremo direttamente in albergo.”
…troppo facile.
ci mangiamo un panino di mcDonald su.
Domani sapremo dov’è il trucco, o se l’ingegno italico ha prevalso.

p.s. mentre si consumava questo dramma, alle nostre spalle, rambo giocava al giochino sparatutto anni 80 dentro la lavanderia con una visibile faccia impegnata, manco fosse in una vera campagna di guerra.

…e il backtour