Partiamo da Venezia in orario ed in men che non si dica siamo a Francoforte, la nostra prima tappa.
giusto una mezz’ora per mangiare un hot dog, e si riparte

Arriviamo a Denver il primo pomeriggio locale, per il nostro orologio biologico è sera…
Voliamo per quasi 10 ore, guardiamo mille film, poi un po’ fuori dal vetro, un po’ camminiamo su e giù per l’aereo…un po’ non ci passa più, a finalmente atterriamo.

Facciamo un rapido controllo e sembriamo esserci tutti.
Passiamo la dogana ed il controllo passaporti dopo un’interminabile fila, il più sembra fatto.

illusi.

Arriviamo alla Avis, con le nostre belle prenotazioni pronte…ma niente da fare, come da copione, si verificano tutti i casi possibili:
vengono addebitati servizi (e quindi soldi) non richiesti.
provano a rifilarci un furgone da 10 posti invece dei suv
alcuni suv sono “solo” due ruote motrici. (saranno i primi ad essere abbandonati nel deserto)
ci danno la stessa macchina con due contratti.
ci danno una macchina più piccola invece di una grande.

…ma alla fine la spuntiamo…e abbiamo i nostri 10 thaoe (o quasi).
Partiamo alla volta dell’albergo e vedere 10 macchine tutte in fila, fa davvero impressione…ma non quanto veder scendere CINQUATATRE persone.

La prima sera bisogna, PER FORZA, fare una cena americana, almeno un hamburger o delle patatine con qualche improbabile salsa.

E cosi facciamo, nel fast food di 45 esima categoria che abbiamo proprio davanti l’albergo.
Adesso andiamo a letto, le ore di non sonno iniziano a farsi sentire, domani inizierà il viaggio verso nord, abbiamo tanta strada da fare.