Sono tanti giorni che siamo qui nel deserto che ad alcune cose non ci si fa più molto caso…una tra tutte: gli altri piloti.
Sembra gente normale, invece sono il meglio del meglio, gente di cui leggi sulle riviste aeronautiche, che vedi in giro per il mondo nei pià grandi airshow…

qui, standoci a contatto tutti i giorni, sembrano quasi persone normali.

ma non lo sono se si osservano bene i dettagli…per esempio…

questo è zio mike

Zio mike è il boss dell’airshow, quello che ti parla alla radio, quello che decide gli orari dei voli, chi vola e chi no…che dice cosa fare a tutti i piloti e tutti quelli che hanno a che fare con il volo di questi giorni.

Mike è sempre sorridente, è inglese, parla inglese con un accento proprio inglese. Si cambia la maglietta almeno due volte al giorno, sempre nuovissima. Sempre una polo, ieri ne aveva una a strisce con degli accostamenti di colore inguardabili, ma a lui stavano comunque bene.

Mike non ha nessun dettaglio particolare, lui sembra il classico pensionato felice, che ha tutta la casa perfettamente in ordine, che ha la custodia degli occhiali sempre con se, occhiali perfetti senza un graffio, capelli sempre tagliati e bianchissimi…un classico pensionato tranquillo e felice.

Poi però capita che gli chiedi :”ma tu? hai mai volato ?”
e lui come se niente fosse :”bè si, ho volato sul phantom, poi ero anche nella pattuglia acrobatica australiana, e poi anche su altri 10 o 15 aerei da caccia…”

“scusa ?”

Poi ci sono loro, sono i meccanici dei Global Stars…una pattuglia di 4 extra300, aerei acrobatici super pazzescamente aggressivi.

Sono lituani, parlano 3 lingue, forse anche 4, capiscono un po’ di italiano, ridono sempre.
A tavola mi ha raccontato da dove viene, cosa fa, dov’è suo figlio ora, come si sta in russia quando hai 16 anni, e come in lituania quando ne hai 20, come in giro per il mondo quando ne hai 25.

Poi ci sono loro: i WingWalkers, se provate a chiudere gli occhi, immaginare il deserto fatto di dune di sabbia altissime, e provate a metterci sopra un aereo, probabilmente sarà un biplano bianco.

Loro sono due biplani bianchi che probabilmente avrete visto in qualche air show super famoso in giro per il mondo.
E i loro piloti sono questi due:

Il cinese non c’entra niente, ma era incollato li nella foto, non si voleva togliere.

Anche loro due sono inglesi, il primo, è proprio il classico inglese da tè. Quello sempre perfetto…che ti immagineresti in abito civile tipo 007, elegante, sempre perfetto, scarpe lucide, sempre con un bicchiere in mano di qualche tè pregiato.
Anche lui sempre sorridente. Ti mette allegria guardarlo.

Il secondo invece sembra arnold schwarzenegger da giovane. Più o meno è grosso uguale.
Lui è il “sorridente” per eccellenza. Sempre di compagnia, il primo che si butta nella “mischia”, se c’è un posto dove si può stare a tavola in compagnia oppure a chiacchierare lui c’è.
Se gli dovessi chiedere un favore, lui c’è. Lui c’è sempre ed è sempre sorridente.
Tranne quando facciamo i breafing…li è serio.
Ma dura poco…poi inizia a ridere subito dopo.

La cosa particolare dei loro biplani è che sulle ali si portano due wing walker, due ragazze che fanno cose sulle ali. Si agitano a più di 250kmh, facendo looping, tonneau…

Oggi era veramente freddo…saranno stati almeno 5 gradi, con pioggerellina, cielo coperto, vento.
Immaginate una cosa fredda, bè molto di più.
E loro due erano sulle ali di un biplano a 250km/h con una tutina attillatissima a fare figure durante le manovre…

Appena atterrate si sono andate a rinchiudere in un container coperte come se non ci fosse un domani…esattamente cosi:

io non so come si possa sopportare cosi tanto freddo senza morire assiderati…meritano una menzione speciale.

Poi ci sono loro, i trainatori di striscioni. Boss e “aiutante”.

Il loro compito nell’airshow è agganciare uno striscione di una decina di metri, sollevarlo da terra…e gironzolare sopra la linea dell’airshow tra un volo acrobatico e l’altro.
Per farlo mettono due pali a terra, un filo tra loro a circa 2 metri.

Passano con quel piccolo aereo ed un gancio, prendono il filo e lui a 20 metri di distanza ha attaccato lo striscione, vederlo fare sembra anche facile.
Arrivi lento, prendi il cavo, dai motore, tiri su lo striscione e via.

Poi abbiamo visto per un giorno intero gli allenamenti del ragazzo per fare la stessa cosa…ed abbiamo capito che non è proprio cosi immediato e facile.

L’altro ieri lui ha fatto il suo primo volo da “solista” con uno striscione, dopo aver provato per giorni interi, decine e decine di volte. è stato un bel momento per tutti.

Vedere un pilota al suo primo “qualunque primo sia”, è una cosa emozionante per tutti. Ci si ricorda immediatamente il primo volo. La prima volta da pilota, il primo looping, le prime manovre acrobatiche.
Insomma è una cosa che accomuna tutti i piloti il “primo qualunque primo  sia”.

Poi tra tutti i piloti, una menzione speciale spetta a lui, non è pilota, ma è cmq una persona che va raccontata, lui è l’autista del nostro pullman che ci porta tutte le mattine in aeroporto dall’albergo, e tutte le sere ci riporta.
Non credo abbia ancora capito a cosa servano tutti i pulsanti che ha nel suo cruscotto, a volte fa caldo come se fossimo in africa nel deserto a mezzo giorno, a volte se fuori ci sono 5 gradi dentro il pullman ce ne sono 2.
A volte viaggia con tutte le luci dentro accese come se non ci fosse un domani, a volte è buio perchè lui deve tirare tutte le tendine per forza non si sa perchè e con quale criterio.

Lui è l’ingnoranza allo stato puro, talmente puro che fa il giro un paio di volte e diventa simpatico.

In strada suona a chiunque, polizia compresa. Deve essere chiaro a TUTTI che la strada è sua e del suo pullman, riesce a suonare anche a decine e decine di metri da una macchina. A volte suona anche senza macchine in strada, non si sa mai.

Oggi però si è superato. Oggi ha battuto ogni record. Arriviamo all’aeroporto, cancello chiuso. Andiamo nella seconda entrata, dove dietro il cancello rigorosamente socchius c’era una fila pazzesca di camion e macchine che stavano aspettando di uscire.
Al cancello delle guardie mongole con cappotti da vero inverno siderale.


Aprono il cancello ed iniziano ad uscire un po’ di macchine…ma lui, il nostro eroe, si piazza davanti all’ingresso, bloccando tutti.
LUI DEVE PASSARE CON IL SUO PULLMAN. PUNTO.

Scende, parla con le guardie, si mette davanti al cancello, risale, riscende, riparla…si infila con tutto il pullman, alla fine spostano, suonano,

lui passa.

eroe indisscusso.

dominatore assoluto dell’asfalto.

….e poi oggi, nonostante il tempo, il freddo, la pioggia, il nevischio…abbiamo volato, ed è meraviglioso come sempre.
Il deserto, le nuvole basse, la pioggia che sta per arrivare, poter illuminare a giorno con le flare tutta la zona, volare bassi in formazione, poco sopra le dune, atterrare con il buio in una pista illuminata in mezzo al niente assoluto.

è un privilegio per pochi, e vale la pena assaporare ogni secondo di ogni giorno.