Oggi è il primo giorno di airshow.
Praticamente i voli sono esattamente come gli altri giorni, solo che c’è la gente sotto di te a guardarti questa volta.
Cosi ci danno il programma di voli scritto rigorosamente su di un foglietto in maniera maniacalmente ordinata da Zio Mike, e ci prepariamo, montiamo le flare e tutti gli “armamenti”, prepariamo la vaselina, il carburante, facciamo tutti i controlli di rito, e poi vera vita da piloti: sedia, sonno, sole, russate, chiacchierate con gli altri team, risate e barzellette da veri uomini.

Le 3 di pomeriggio arrivano in fretta, e tocca a noi.
Il vento è calmo, volare con questa visibilità e con questo panorama è davvero come dice Mike :”un altro bellissimo giorno in paradiso”.
Lasciamo lunghe strisce di fumo bianco, dritte, restano quasi ferme.
In 4 pennelliamo ogni virata, sembra quasi di dipingere una tela, prima e dopo di noi gli altri team fanno la stessa cosa.
Atterriamo soddisfatti, con gli occhi pieni di immensi panorami.
Riprepariamo tutto ancora una volta, smontiamo, montiamo, sistemiamo, tagliamo fili.
Poi ancora barzellette, aneddoti, voli raccontati da altri piloti che hanno fatto cose pazzesche nella loro vita.

Giusto, dimenticavo, c’è anche il succulento pranzo di ogni giorno a base di riso bianco e altre cose che non sapremo mai cosa sono.
Il pomeriggio scorre in fretta…e arriva il tramonto, tocca ancora a noi, abbiamo due display al giorno: una al primo pomeriggio, una in tarda serata.
Lo Zio Mike ci aspetta sulla display line, i decolli e gli atterraggi sono a “discrezione” dei team, cosi ci accordiamo tutti tra noi, e ogni tanto qualcuno allunga il sottovento per finire nel deserto, farsi un giro…e poi tornare,
Cosi, prima di arrivare sul punto della display, allunghiamo anche noi la strada, giusto per passare sopra un’oasi, dove ci abbassiamo ad altezza duna, in formazioni da due, per andare a rincorrere cammelli, pecore, salire e scendere dalle dune di sabbia…poi ancora in formazione, e ci presentiamo sulla display al tramonto, Corrado non sbaglia un secondo, cosi siamo li sopra esattamente al secondo esatto di quando dovremmo esserci.
Abbiamo 8 minuti, e visti da dentro un aereo, con i comandi in mano, sono lunghi più o meno un giorno intero.

Quando spariamo le flare illuminiamo tutto a giorno.
Il “tutto” è un’immensa cittadina nel deserto creata apposta per questa festa.
Sembra quasi Las Vegas, in versione macello e confusione cinese.
Per quanto incredibile possa sembrare, quello che per noi sembra confusione, per loro è apparentemente normale, nessun urla, nessuno è “teso”, nessuno in macchina si attacca al clacson come se non ci fosse un domani.
A parte gli autisti dei pullman, del nostro pullman…probabilmente li scelgono facendo un’attenta selezione: se suoi il clacson come un pazzo scatenato, allora puoi fare l’autista dei piloti.

Atterriamo con il buio, chiudiamo gli aerei, e questa volta abbiamo del tempo per poterci lanciare dentro la cittadina delle feste.
Ci verranno a riprendere alle 22.00, quindi siamo praticamente “abbandonati” in mezzo ad una folla di gente che ci guarda come se fossimo alieni, che non parlano praticamente nessuna lingua a parte il cinese, e che l’unica cosa che dicono è che ci tengono a dirci di far parte della mongolia.

Cerchiamo qualcosa da mangiare…ecco, questo è decisamente una cosa “problematica”. Se non altro perchè il concetto che noi abbiamo di “igienico”, qui è completamente rivisto, ha tutto un altro significato.
Poi tutti, dopo aver mangiato, semplicemente buttano tutto per terra, lasciano tutto sui tavoli, sotto i tavoli, dentro i tavoli.
Arriviamo in una specie di “cerchio” fatto di colonne, dove c’è un mare di cose a terra, dove ci sono i bagni, qualche centinaio di persone.
Il nostro accompagnatore, perchè ogni team ha un accompagnatore, ci dice :”in quale ristorante volete mangiare ?“.
Forse non abbiamo capito bene l’inglese e gli chiediamo:” in che senso ?“.
E lui:”in quale di QUESTI ristoranti volete mangiare ?“.
Ci facciamo coraggio, e dopo un primo giro affrontiamo “pollo” fritto e patatine fritte immerse in 2 litri d’olio.

Dopo aver mangiato e lasciato tutto sul tavolo in segno di apprezzamento, andiamo a farci un giro per questa cittadina costruita in mezzo al deserto solo per un evento.
Troviamo cose davvero bizzarre, come macchine di ogni tipo, Lamborghini con ruote da più di un metro e mezzo per andare nel deserto, aerei improbabili, camion che lanciano fiamme dagli scarichi, dj impazziti che urlano e sparano fuochi d’artificio come se non ci fosse un domani.
Il tutto immerso in un casino surreale di persone e macchine dal sapore di aglio.