Come nelle migliori barzellette ci sono team da tutto il mondo, ci sono i tedeschi, gli inglesi, gli americani…e gli italiani.

E noi da buoni italiani, non potendoci portare la pastasciutta, ci siamo portati la macchinetta del caffè.
Quindi prima di iniziare ogni cosa, tutti si radunano nel nostro hangar a bere un caffè, un vero caffè, non quelli lunghi pieni di latte, o acqua con bustine di non si sa cosa, o tazze intere di qualcosa rassomigliante alla caffeina…vero caffè.

Ma questa mattina tragedia.
Appena entriamo in hangar, la macchinetta del caffè non funziona, spenta, morta.

Psicodramma allucinante.

Follia generale e sconforto, non si fa niente senza caffè, senza quella macchinetta funzionante salta tutta la manifestazione, è ormai chiaro ad ogni cinese nel raggio di almeno un paio di centinaia di miglia.

Subito si notano le divisioni di compiti: i piloti, dall’alto del loro sapere “bè sarà rotta, è il destino che ha voluto cosi, posso volare ? si. Allora tutto ok”.
I tipi dell’organizzazione: “ordiniamone un altra, un cinese ce la porterà dall’Italia entro domani”.
I passanti “ma cosa ci fanno con il caffè ?”
I cinesi passanti “ma cos’è quella cosa ?”
Finalmente, grazie a dio, esiste una categoria che risolve tutto, sempre:

I meccanici.

“ragazzi tranquili, vediamo cosa possiamo fare”, spariscono, e tornano dopo poco con uno strumento mistico, a metà tra la magia e il fantastico.
E con quello scoprono che manca la corrente…ma non a tutto…solo alla macchina del caffè.
Un pilota sarebbe già a dormire sull’ala dimenticandosi del problema, tanto cmq si può volare, quindi tutto bene.

Loro no.

Hanno smontato tutto. Ogni cosa.
fino a trovare il filo che si era staccato addirittura dentro la presa.
Lo aggiustano.
Lo psicodramma ha fine: abbiamo il caffè. Tutto può ricominciare.

Una delle cose che ci porteremo a casa da questo viaggio è sicuramente la sabbia, lo abbiamo già detto che la sabbia è ovunque…ma non credo di aver reso bene l’idea di cosa vuol dire “ovunque”.
Ovunque vuol dire completamente in ogni parte, nei vestiti, in bocca, dentro le mutande, nelle scape, in testa, in faccia, sugli aerei, dentro gli aerei, sotto gli aerei…

Ogni volta che qualcuno accende il motore, l’elica alza una quantità di sabbia incredibile, eppure sembrava completamente pulita la pista, poi passa un altro aereo dietro…e alza la stessa identica quantità di sabbia, come se non fosse passato nessuno 2 secondi prima.
Incredibile.


I più indigeni e scaltri si coprono completamente, li abbiamo presi in giro il primo giorno, oggi li cominciamo ad invidiare.

Oggi è il giorno prima dell’inizio della manifestazione, “zio Mike”, l’uomo che si occupa di gestire tutta la parte aerea, ci fa il suo solito impeccabile breafing.
Zio Mike è un signore sui 60 anni, forse qualcosa in più.

è inglese, quell’inglese vero, con la parlata veramente British, che scandisce le parole, lente, con capelli bianchi pulitissimi e sempre ordinatissimo.

Zio Mike sorride sempre, si preoccupa di ogni dettaglio, e quando sei in volo, è lui che senti in radio, che ti dice quando iniziare, quando decollare o quando fare qualsiasi cosa.

Zio mike inizia sempre il suo briefing alle 10.00 in punto, non un secondo dopo, non un secondo prima.

Aspetta gironzolando per la sala le 10.00 , alle 9:59:55 inizia con 5 – 4 – 3 -2 -1 10.00 “buongiorno”.
cosi tutti i piloti possono sincronizzare gli orologi, una cosa che si fa solo perchè fa fico, perchè fa molto film.
In realtà tutti usano l’orologio del telefono che si sincronizza da solo con un server remoto e quindi ovviamente non sbaglia di un solo secondo.


Ma è più romantico pensare quella cosa che tutti i piloti rimettono le lancette sul tempo che da zio mike.

Qui è sempre bellissimo tempo, freddo, ma in questi giorni c’è una visibilità spettacolare e un cielo blu incredibile, cosi la frase di zio mike che oggi ci siamo portati in volo è stata “bè il meteo…è un altro bellissimo giorno in paradiso, niente da dire“.

Poi passa alle frequenze radio da usare in volo, per le emergenze e per parlare tra i vari piloti delle pattuglie…e li, invece, si resta davvero sul romantico, perchè ogni pilota ha il suo modo di segnare le frequenze, chi sul cosciale, chi su foglietti volanti che appiccicherà in giro per l’aereo, chi sul suo iPad, chi sulla mano a penna…cosi sarà sicuro di non perderle.

Oggi abbiamo fatto due voli di allenamento, esattamente gli stessi, negli stessi orari che faremo da domani in poi per i prossimi 4 giorni di manifestazione.

Abbiamo provato tutti gli effetti, abbiamo visto che riusciamo ad atterrare fino ad un attimo prima che faccia completamente buio.
Ci siamo riempiti anche oggi gli occhi di panorami ed esperienze che ci porteremo dentro per tantissimo tempo.

Finiamo la giornata con il buio, quando chiudiamo le cappottine degli aerei fuori si vedono quasi le stelle, è ora di andare a riposare, domani avremo altre cose da raccontare. Ne siamo sicuri.