Arriviamo al check del nostro volo dopo 3 lunghe ore di attesa passate a mangiare cose e guardare negozi in un aeroporto davvero immenso.
Ci avviciniamo al banco, ci prendono i biglietti…ce li strappano, e poi ce li ridanno con un sorrisone.
I posti sono 1A, 3F, 3B, e cosi via… numeri troppo piccoli per essere in fondo all’aereo, qualcosa non torna.
Saliamo a bordo e SIAMO NELLA BUSINESS di Emirates…ci faremo tutto il volo con sedie che diventano letti, mangiando su di un vero tavolino con la tovaglia, scegliendo da un menu con una discreta scelta, bevendo a più non posso qualsiasi cosa, comprese le bottiglie del frigo bar integrato in ogni sedile.
Dopo i primi attimi di smarrimento, ci caliamo immediatamente nella parte del vero ricco bevendo champagne come se piovesse, chiedendo panni bagnati caldi per rinfrescarci un po’ e dormendo con almeno due cuscini a testa che fa molto casa, in un sedile che schiacciando il bottone fallodiventareunlettosubitoadessoora, diventa davvero subito adesso ora un letto vero e proprio.

Un letto.
Esatto. Un, vero, incredibile, letto.
Abbiamo fatto il volo, in un letto.

Arriviamo con un viaggio di “appena” 6 ore, che, per una volta nella vita, avremmo voluto fossero state almeno 12.
Scendiamo dall’aereo e ci troviamo in Cina, decisamente in Cina. Molto Cina.
Tutto è scritto in cinese.
Tutti parlano cinese.
Tutti sono cinesi.

Anche nei bagni ci sono cartelli cinesi…e alcuni di queste regalano perle di vita davvero notevoli.

Saliamo su di un pullman tutto per noi che ci dovrebbe portare rapidamente in Hotel.
Qui sono le 3 di pomeriggio circa.
Partiamo, guardiamo il panorama, fissiamo il vuoto, dormiamo, usciamo dalla prima città senza nemmeno accorgercene, il nostro autista, mentre noi siamo tutti impegnati a fare altro (tipo dormire), decide che fare l’autostrada (o una cosa che sembra simile) è da sfigati.
Cosi si fa il passo di montagne che ci separa da Alxa, la cittadina dove dobbiamo dormire, passando per un’alternativissima strada in mezzo al niente più assoluto.
Anzi, guardando bene, tutte le colline hanno degli allegri cerchi di sasso con una lapide in mezzo.
Una specie di cimitero a cielo aperto.

La strada è piena di buche, dossi, curve connonsisacosadietro, camion con carichi davvero improbabili incrociati ogni miliardi di km che arrancano in salita a circa 2 km/h, cammelli, dromedari, animali boh e templi a caso di ogni forma e colore.
Lo scaltro autista riesce anche a perdersi al primo incrocio con la civiltà e torna indietro per un pezzo prendendo finalmente questa famosa strada normale.

Arriviamo in albergo, dopo “appena due ore e mezzo” e più meno dopo aver vagato a caso in questa città, mentre loscaltro (lo chiameremo cosi, tutto attaccato) si faceva aiutare da un suo amico al telefono che fingeva di fare la voce del GPS.

Prendiamo le camere e dopo una doccia e un riposino veloce scendiamo a cena…
Ecco…la cena…
Qui mangiano cose come questa:

Gli allegri e simpatici migliori amici dell’uomo qui se li mangiano, capiamo che è come mangiarsi una mucca che per noi è normale in qualche parte del mondo vi arresterebbero…
Ma facciamo davvero fatica.
Cosi optiamo per lasciar scivolare il carrello dietro di noi come se niente fosse e ci tuffiamo sul pollo.
che almeno era tagliato, e che speriamo davvero sia pollo.
C’era scritto in cinese che era pollo.
Quindi sarà sicuramente pollo.
Pollo accompagnato con la birra.
Chi non beve birra, chiede acqua
water
water ice
waaaatttaarwa
niente, ti guardano come se gli avessi chiesto dove sono gli alieni.
Scaltrissimi dalle altre esperienze cinesi, apriamo google translate, scegliamo inglese e poi ci viene un dubbio…che sia cinese semplificato, cinese complesso, cinese del distretto del nord o del sud…ci sono 4 o cinque voci…cosi gli facciamo vedere il monitor indicando con il dito quale tra queste è la lingua che parlano.
Il tipo fissa il monitor come si fisserebbe una formula matematica in un compito in classe per il quale hai studiato 10 minuti prima in bagno.
Cosi scegliamo una voce a caso…mettiamo water nella zona inglese,
appare una scritta cinese nella zona cinese.
Sorride tantissimo.
Ha capito.
Parla alla sua collega, spariscono.
Tornano dopo poco con un contenitore.
Acqua bollente.
mmmmm…no…ice.
Riproviamo con la traduzione…sembrano capire…si parlano alla radio (già hanno la radio al ristorante per parlarsi tra di loro…e sono cmq tutti in sala.)
e dopo poco tornano con 12380 bottigliette di acqua gelida.
Salvi.

Quindi per il primo giorno decidiamo che va bene cosi, fuori si sta bene, fresco ma non troppo, siamo in città proprio nel mezzo del niente.
Domani alle 8 partiremo per il nostro primo giorno di vero deserto.
Non vediamo l’ora.