Il pickup è alle 4.50 di mattina. La sera prima ci facciamo due passi per la città, tanto alla fine abbiamo 800 ore di volo, dormiremo in aereo.
Era la teoria.
La pratica è che arriviamo belli come il sole, puntualissimi, alle 5.20 in aeroporto, il volo alle 7.30, è un volo domestico, siamo in larghissimo anticipo, il giusto tempo per lasciare i bagagli e fare una comoda colazione in un aeroporto internazionale.
Arriviamo al tabellone dei voli, mille voli, verso ovunque.
Solo un quasi innocuo simbolino rosso vicino ad una delle linee scritte in rigoroso cinese, simbolino che ovviamente non consideriamo di striscio.
Scorriamo le incomprensibili scritte riga per riga cercando l’orario del nostro volo.
Grazie a dio i numeri sono “numeri”, cosi almeno quelli riusciamo a riconoscerli….
7.30, ecco il nostro volo.
….ed ecco il simbolino rosso…che vuol dire “cancellato”.
Ottimo.
Ma nessun problema siamo in un “International airport”, cosa ci può succedere ?
Cosi ridendo, super spavaldi, alla fine siamo piloti, andiamo al banco della China Airlines a chiedere di farci mettere su di un altro volo, meglio ancora se in business.
Arriviamo al bancone, ed il nostro simpatico amico cinese ci guarda come se fossimo appena arrivati da Marte.
“Hello !”
Niente, il vuoto nei suoi occhi.
“Hello hello hello”, agitando anche la mano.
Niente, oltre al vuoto nei suoi occhi anche la sua prima goccia di sudore.
Dovevamo leggere i segni del destino, ma non lo abbiamo fatto.
Cosi capiamo dopo circa 2 minuti di tentativi, che lui l’inglese non lo parla nemmeno per sbaglio.
Quindi tra gesti, disegni, e patetici mimi, riusciamo a fargli capire che il nostro volo è cancellato.
Lui inizia a urlare come un tacchino impazzito in preda ad una crisi ormonale, arrivano altri due colleghi, ci ridanno i passaporti e ci “dicono”, aspettate nel bancone qui dietro, arriverà il personale di China Airlines che vi aiuterà.
Ottimo.

5.30 siamo proprio davanti al bancone.
Dove non c’è nessuno.

5.40 iniziano i primi sospetti.

5.45 siamo sicuri che nessuno verrà…torniamo dal nostro amico che sta tentando di nascondersi sotto il bancone fingendo un malore.
Ci spiega che aprono alle 6.00.
Ottimo.
Allora aspettiamo.

5.50 arrivano i primi cinesi, ed abbiamo scoperto di avere dei veri superpoteri, il che ci riempie di gioia…siamo dei super eroi.
Noi,
Siamo,
Completamente,
Invisibili.
Ci passano davanti come se niente fosse, arriva la tipa del bancone, e iniziano a parlare cinese come se non ci fosse un domani.
Noi restiamo increduli dietro di loro, nemmeno nelle migliori file italiane succedono cose cosi.
Interdetti se scatenare una rissa per insegnargli come ci si comporta in fila, ci ricordiamo che Italia noi non siamo in nessun modo capaci di avere una fila ordinata, cosi decidiamo di lasciarli fare, tanto quanto vuoi che ci mettano ?

……..
…..

…..
6.40, tocca a noi.
“Hello…”
Il vuoto.
Ancora.
Quasi le lacrime.
Si inizia a mangiare le unghie, batte nervosamente sulla tastiera, fa numeri a caso sul telefono.
E dopo una serie di “hello hello hello, good morning, we have little problem”, arriva la sua collega che sa l’inglese.
Finalmente “hello”, risponde un “hello”.
Siamo a cavallo, facilissimo, tutto in discesa adesso.
“Abbiamo un piccolo problema, l’aereo è stato cancellato, potremmo prenderne un altro per favore abbiamo la conincidenza a Pechino ?”
“Certo…un attimo…ecco, non c’è.”
“Come non c’è ?”
“Non c’è. Potete partire domani”
“In che senso domani ? ”
Probabilmente il nostro inglese non è cosi fluente, e non abbiamo capito cosa ci ha detto, proviamo a richiedere
“Come domani ? Ma domani inteso come tra 24 ore ?”
“Si certo. Domani, sperando che sia bel tempo”
Noi siamo piloti, tutti piloti, si sa che gli aerei volano anche con il brutto tempo, entro certi limiti, ma volano.
Come mai questi non volano?
La guardiamo con aria di sufficienza, e gli diciamo “piccola cinesina carina e innocente, forse non sai che gli aerei di linea possono volare anche con poca visibilità come questa qui fuori”
Lei carinissima, Con occhi da cerbiatto bagnato dopo un temporale estivo, ci dice “piccoli e simpatici piloti, non ci sono aerei, possiamo tranquillamente stare qui tutto il giorno a scazzafottere (slang cinese), ma tanto non partite”
Iniziamo a sudare un attimino.
Alle 7.30 salta la prima opzione: “potete prendere un aereo, andare a Pechino, stare li, dormire, e ripartire il giorno dopo, cosi se qui è brutto, li almeno avete più speranze di tornare i Italia”
Decidiamo di fare cosi, facile.
“Perfetto, prendiamo i biglietti”.

9.40, siamo ancora li che guardiamo increduli la tipa schiacciare tasti.
Ipotizziamo una procedura per prendere il biglietto sullo schermo del computer:
“Immettere nome e cognome”
“Pippo Palla”
“Prenotazione volo…cancellare ?”
“Si”
“Scegli nuovo volo”
“Questo”
“Vuoi prenotare un posto ?”
“Si”
“Sicuro ?”
“Si”
“Immetti i dati del passaporto”
“Eccoli”
“Stampa il biglietto”
“Si”
…rumore di stampante.
fine.
Ma siccome sono passate DUE ore e siamo ancora li che guardiamo l’allegra cinesina amica della cerbiatta bagnata, ipotizziamo un’altra complessa procedura:
“Immetttere nome”
“Pippo palla”
“Prenotazione volo…cancellare ?”
“Si”
“Sicuro ?”
“Si”
“Guarda che poi questo non vola più”
“Si”
“Io te lo dico, guarda che poi si incazza con te, sicura ?”
“Si”
“Ok lo faccio, ma non te la prendere con me”
“Ok”
“Bene l’ho fatto…ma ti ricordi che ti ho detto che non volano più ?”
“Si”
“Ok conferma che ti ho detto prima quella cosa del volo”
“Confermo”
“Ok conferma che hai confermato che ti ho chiesto ”
“Ok confermo”
“Bene ora copia il codice xdghskmr56HTdjck e immettilo nel campo di destra”
“xdghskmr56hTdjck”
“Mi spiace, c’è un carattere, ma non ti posso dire quale, che è sbagliato”
“xdghskmr56hTdjck”
“niente…ne hai uno sbagliato, ti do un indizio: potrebbe essere scritto in minuscolo”
“xdghskmr56HTdjck”
“Ok ora è giusto”
“Ok”
“Adesso schiaccia 3 tasti velocissima a caso di seguito”
“Djh”
“Adesso altri 6 ma 4 veloci, e due piano”
“Jkut gh”
“Bene ora fissa lo schermo per 4 secondi…poi conferma che hai confermato”
“Confermo”
“Bene ora cerca un volo”
“Cerco”
“No furbetta, lo cerchi ma senza vedere dove vanno i voli, ti metto solo le prime 3 lettere”
“Pec”
“Volevi dire Pechino ?”
“Si”
“Mi spiace, per PEC in memoria ho solo PECCIOLI, vuoi andare a peccioli ?”
“No”
“Confermi che non vuoi andare a peccioli ?”
“No”
“Ok inserisci tre lettere della destinazione”
“PEC”
“Ok confermi che vuoi andare a Pechino passando per Peccioli tra un mese ?”
…e cosi via…per DUE LUNGHISSIME ORE.

Ci stampa una cosa che assomiglia ad un biglietto, nel quale, insieme a caratteri cinesi incomprensibili, leggiamo data e sigla dei voli.
Siamo a cavallo.

Ridendo simpaticamente, andiamo al check in. Facciamo la solita fila cinese.
Tocca a noi.
Sguardo perso,
Gocciolina di sudore,
Aspetto da cerbiatto bagnato.
Non parla una mazza inglese…dopo 10 minuti ci dice “no, il check in alle 11, tra TRE ore”

Ottimo.
Non ci perdiamo d’animo, abbiamo tempo per la colazione.
Troviamo un allegrissimo bar cinese…ordiniamo cose assurde, compresa un’aranciata nucleare.
Paghiamo…
no.
Non si può.
Le carte non sono accettate.
Niente mastercard, niente visa.
Qui si paga solo con cash, pecore, balletti da shaolin, mucche panda, ma niente carte.

Ora si, iniziamo a preoccuparci.

…ma il destino si sa, prima ti da una mazzata, poi una carezza…e questa arriva sotto forma di Starbucks.
Accettano tutto: dollari, euro, lire, visa, cambiali…tutto.
Compriamo frappuccini come se piovesse, caffè che sanno di caffè…e anche un odore da quasi pulito.

Aspettiamo qui il nostro destino.