I 3 giorni di air show sono passati davvero in fretta. Scadenzati dai voli, dalla preparazione ai voli, dai breafing del “boss”, dai pranzi portati dall’organizzazione a base di pizza, riso, carne, yogurt, pesce, verdura e cose strane tutte immancabilmente nello stesso piatto.
I piloti degli airshow sono più o meno sempre gli stessi, ormai ci si conosce tutti.
Ogni tanto entra qualche pattuglia nuova, o qualche pilota nuovo, ma è sempre qualcuno che da qualche parte si è “già sentito”.
Ed è una cosa singolare, perchè ci si ritrova in una parte del mondo sempre diversa.
Una volta in Cina, una volta in svizzera, un’altra volta in Grecia.
Ed è come se l’aeroporto fosse sempre la stessa casa, che si sposta di paese in paese.
Quest’anno c’era una pattuglia formata da padre e figlio con due extra. Meravigliosi vederli volare.
Primo per la loro perfezione nelle manovre, secondo perchè immagino che sia davvero incredibile volare con proprio figlio in ala, e volare con il proprio padre come leader.
Facciamo display tra un temporale e l’altro, e ogni volta che decolliamo ha appena smesso di diluviare, oppure lo sta per fare.
Voliamo sempre con un temporale intorno.
Poco cambia, noi siamo sulla pista, e li il meteo, con 3000 metri di asfalto, è sempre favorevole…soprattutto se a noi ne bastano poco meno di un decimo per rimettere i piedi per terra.
La stanchezza si fa sentire, voliamo tanto, e volare cosi non è affatto facile, è meraviglioso, affascinante, ma non facile.
Bisogna svuotare la testa da ogni cosa, concentrarsi per quei 15 minuti ed essere un tutt’uno con l’aereo e gli altri 3 compagni.
Fidarsi ciecamente, e fare in modo che le manovre siano precise, puntuali, pulite.
Non tanto per il pubblico, è più una questione di volo.
Credo sia una cosa maniacale, è proprio bello e affascinante volare cosi.
Controllare l’aereo nel raggio di un metro.
Volare a poca distanza dagli altri in ogni assetto, manovrando come se fossi seduto sull’aereo che ti precede e non sul tuo, ti permette di concentrarti sui cm, non più sui metri.
Porti l’aereo sentendolo completamente, ne capisci e ne anticipi ogni assetto.
Sei tu l’aereo.
Ti muovi come se le ali fossero le tue.
è una sensazione incredibile poter volare cosi.
E credo che sia questo che adorano i piloti acrobatici, non tanto la manifestazione, la gente, i giudici…ma più che altro il poter volare cosi.