Il nostro albergo è immensamente grande, ha un gusto decisamente “cinese”, ci sono mille lucine e marmo ovunque.
Dormiamo tutti oltre il 20esimo piano, dalla finestra si vede la maggior parte dei tetti di questa città.
Sembra immersa in mezzo a delle piccole colline alte molte decine di metri, e su alcune di queste spicca qualche tempio.

Arriviamo la mattina presto in aeroporto, incontriamo i due meccanici che erano arrivati qui due giorni prima.
Hanno già montato gli aerei, controllato ogni vite, bullone, ogni filo.
Bisogna solo accenderli e provarli in volo adesso.
è tutta una questione di fiducia il volo: ti fidi del meccanico che ha montato l’aereo, ti fidi del tuo compagno in ala, ma soprattutto, ti fidi di te stesso, sapendo che ha studiato, sei preparato, che sai come si fa.
Anche se, ogni volta che tocchi le ali, sai che non si deve prendere niente sottogamba, che bisogna fare il possibile per “prevedere” ogni problema, ogni manovra.
Si dice che “bisogna volare qualche metro davanti l’aereo”.
Perché poi, quando sei lassù, alla fine ci sei solo tu, il tuo aereo, e un mondo fatto di aria, nuvole e paesaggi meravigliosi.

Il primo volo è la mattina.
è un volo di collaudo, si controlla che tutti i pezzi restino attaccati all’aereo, si controlla se tutti i comandi fanno quello che devono fare, che il motore giri come deve.
Decolliamo uno alla volta.
L’aeroporto è a più di 1500 metri di altezza, qui l’aria è un po’ più rarefatta e i motori spingono un po’ meno.
Cosi dopo i primi 300 metri di pista, stacchiamo le ruote con calma, prendendoci tutto il tempo che serve per salire.
Il panorama è mozzafiato, una città completamente immersa in mezzo a queste strane colline, templi, cascate, su un promontorio hanno fatto dei cuori con la terra bianca, cuori immensi, tantissimi.
Iniziamo a fare dei giri proprio sulla pista, tutti in contatto con la torre, e uno alla volta proviamo il motore, poi il carrello, poi iniziamo a fare virate dolci, salite per vedere le performance effettive, dopo quasi 30 min di prove torniamo a terra.
La pista è più di 2000 metri, noi con i nostri aerei atterriamo in meno di 350.

Il pomeriggio iniziamo la sessione di allenamenti, sono 4 voli, di cui l’ultimo con le flare per provare a che quota occorre sparare.
Volare in formazione è decisamente una questione di fiducia, voli vicinissimo ai 3 aerei che hai intorno, ognuno ha la sua via di fuga, ma anche una linea immaginaria da non dover mai passare in nessun caso, perché li dietro ci sei tu.
Cosi ti fidi che lui non passi quella linea, e tu ti preoccupi di non fare altrettanto.
Voi senza guardare se sei dritto, rovescio, se sei inclinato o meno, sulla pista o chissà dove.
Hai un punto sull’aereo davanti a te da guardare, e segui quello, manovrando e tirando tutti i g che servono per restare in quella posizione.
Quando scendi dal primo volo hai un misto di stanchezza ed euforia.
I 4 voli scorrono veloci, e le posizioni in volo diventano sempre più impercettibilmente precise ad ogni manovra.

L’ultimo volo ci regala una vista spettacolare: al tramonto, con un temporale all’orizzonte e un panorama mozzafiato.

Oggi è stata una bellissima giornata di voli, domani lo sarà ancora di più.