Ci troviamo a Roma con tutti gli altri del Team, mangiamo l’ultima pizza e ci imbarchiamo quasi subito.

Arriviamo a Pechino dopo un comodissimo volo di 9 ore, nelle quali ci danno da mangiare cose cinesi o quasi, colazione cinese, pieno di cinesi in tutte le poltrone, tutto cinese insomma.
Anche le istruzioni per la sicurezza sono “cinesi”, parlano di un panda impazzito che si mette giubbotti salvagenti in mezzo a uomini disperati per aver perso il lavoro, donne senza occhi e non si capisce perché tutte le donne devono salire scalze, ma solo se hanno i tacchi, roba da cinesi perversi.

L’aeroporto è immenso, ma tutte le scritte ora sono davvero in cinese.
è come essere tornati bambini, quasi nessuno parla inglese, se non pochissime persone, le scritte sono completamente illeggibili per noi, e se devi fare 3 con la mano non puoi farlo con le dita come facciamo noi, altrimenti sembra quasi che li offendi e ti guardano come se gli avessi dato una testata in piena fronte.
Abbiamo una sosta di 6 comode ore, ci facciamo un frappuccino e facciamo la vita da veri piloti in vacanza…