Sono ormai tre anni che portiamo i ragazzi del Master in Computer Grafica a Londra a visitare le case di produzione di effetti visivi per cinema e animazione…

Ma non eravamo mai riusciti a focalizzarci sulle produzioni di game.

Dopo mesi di mail, Skype calls, riunioni echipiùnehapiùnemetta…
Eccoci in aeroporto assieme ai ragazzi del Master VR e del Master in Concept Art.

Destinazione: Parigi.

Raggiungere la capitale della Francia è apparentemente un gioco da ragazzi: ci si sveglia ad ore che non pensavamo potessero esistere sull’orologio, si prende con un occhio aperto e uno chiuso il pullman per l’aeroporto, si passano i controlli di sicurezza rispondendo al contrario ai poliziotti, ci si imbarca…. si muore male in aereo…
e finalmente siamo a Paris!
Prendiamo a fatica la metropolitana RER per il centro, l’albergo è vicino alla place de la Bastille. Un posticino carino, con le camere tipiche francesi (vale a dire minuscole e senza bidet) ma con una reception che sembra una giungla e una colazione da paura!

Ci prendiamo un paio d’ore per gironzolare a piedi, passiamo accanto a Notre Dame (piena strapiena di turisti) e ci mangiamo una baguette avec le ton et les tomate seduti sulla piazza del centre Pompidou come i veri artisti francesi.

È tempo della prima visita.
Ci ficchiamo sulla metropolitana, ne dobbiamo cambiare due. Più di 40 minuti di corsa… capiamo che stiamo uscendo dal centro.
Ma non che saremmo arrivati nel bronks più bronks, con mille persone che ti guardano male.
Non c’è da preoccuparsi, cosa vuoi che sia trenta ragazzi che vanno in giro saltellando con telefoni e macchine fotografiche…

Ci chiediamo se il posto è giusto, Google maps da quella zona, le email danno quella zona… ci sembra impossibile.
Svoltiamo l’angolo ed entriamo in un parcheggione, ancora più sospetto.
Ci guardiamo attorno ed eccola lì. Una porticina di una catapecchia con il logo “Ubisoft”. Boh.

E invece… le ragazze dell’HR di Ubisoft ci vengono ad accogliere.
Ci portano dentro e ci spiegano che quel posto è la loro ala di ricerca e sviluppo. Incredibile.
Ci offrono il caffè, caramelle, biscotti. Satolli e riposati ci sediamo su di una bellissima struttura in legno e ci facciamo raccontare chi sono, gli ultimi giochi che hanno fatto, le cose segretissime che stanno sviluppando.

Bellissimo.

Dopodiché ci portano in un’altra sala e cominciano a farci provare un paio di giochi in VR. Passiamo il pomeriggio a fare i cretini ammazzando i rabbids e volando come un’aquila su di una Parigi post apocalittica.

Usciti da Ubisoft, decidiamo di farci migliaia di minuti in metro e milioni di chilometri a piedi per raggiungere la Tour Eiffel.
Parigi alle sette di sera è veramente magica, non fa caldo, si cammina tranquillamente e la luce del pomeriggio è insolitamente fredda. Sembra di essere le dieci del mattino.
Incontriamo per strada milioni di sposi e set fotografici (e ovviamente vogliamo fare la nostra versione da poveri delle foto di moda).
Arriviamo sotto la Tour Eiffel e ci inchiniamo alla sua magnificenza. Non ti rendi conto di quanto grande è finché non ci vai accanto.
Un gruppo di coraggiosi tenta di salirci, ma viene miseramente castigato dalla enorme fila di turisti.

Ormai stanchi, sfatti da un sacchissimo di chilometri fatti a piedi e svegli da decine di ore, ritorniamo verso l’albergo per procacciare cibo.
Molti si arrendono al classico mc Donald’s, altri si fanno intossicare da burritos di dimensioni epiche (tipici cibi francesi).
Un gruppetto invece si imbuca in un posticino strano, si chiama “Heureux comme Alexandre”.
E di questo posto fantastico ne parliamo in un altro blog 🙂

Torniamo in albergo veramente felici e satolli, cantando come stupidi canzoni Disney per le vie di Parigi… e senza un goccio di alcool in corpo!

La mattina dopo abbiamo una nuova visita.
Prendiamo i soliti settecento treni, arriviamo in un quartiere più carino della periferia sud di Parigi.
Solita stradina sgangherata, campanello ed entriamo in BackLight.
Sorpresa assoluta.

Uno studio fantastico, con tecnologie modernissime, un sacco di nerd che fanno figate e come al solito, tutti iper gentili.

Fred il fondatore ci racconta cosa fanno, come è strutturata l’azienda, che cosa richiede il mercato del VR… e ovviamente ci fa provare i giochi!

Esperienza incredibile.

Passiamo il pranzo in centro centro, tra burger king e altre baguettes da artistoidi francesi.
La nostra toccata e fuga sta per arrivare al termine.

Abbiamo capito una cosa molto importante, in realtà ne abbiamo capite molte.
Abbiamo visto che i veri creatori di sogni si nascondono nel posto che meno ti puoi aspettare, che una grande azienda non guarda solo il presente, ma ha mille piani per i prossimi dieci anni. Abbiamo capito che come i grossi studi, ne esistono altrettanti (e forse di più) di piccole dimensioni, con un organico più snello, con progetti forse meno ambiziosi, ma senz’altro a volte più divertenti e più creativi. Abbiamo capito che nel mondo della produzione contano le skills ma soprattutto contano le relazioni tra gli artisti, perché da soli non sempre si trovano le soluzioni.

Finiamo le visite in Gameloft, famosissima per un sacco di giochi mobile. Anche in questo caso da sbrodolarsi, vi possiamo dire solo questo.

Prendiamo il treno alla sera, tempo di dare un ultimo saluto alle luci di Parigi.
È stato un viaggio breve, brevissimo.

Ma intenso.