Abbiamo camminato un sacco, caldissimo anche oggi.
Ci siamo arrampicati passando attraverso i binari di una ferrovia dentro una gola scavata nella roccia, fino ad arrivare ad un arco mozzafiato.
Siamo stati li tutta la mattina, a tratti in silenzio, a tratti urlando, a tratti piangendo.
Già, perchè un posto cosi ti emoziona talmente tanto che è difficile trattenere le lacrime certe volte.
Poi abbiamo ripreso la macchina, altre decine di miglia, e siamo arrivati al Mexican Hat, un sasso vicino alla Monument valley che si raggiunge con una strada sterrata appena fuori dalla via principale.
Iniziamo ad arrampicarci, ma qualcuno prende in pieno con la testa un portellone di una macchina, qualche cerotto…e ripartiamo con l’arrampicata.
Arriviamo in cima, con un’altra vista mozzafiato.
Oggi ci siamo accorti di avere le vertigini, ma di superarle appoggiando la mano sulla spalla di un compagno che ci porta fino a dove non saremmo mai arrivati da soli.
Ci siamo accorti che cambiare equipaggio ad ogni rifornimento ci fa conoscere persone nuove, e soprattutto noi stessi.
Ci siamo accorti che il vero viaggio è quello che si fa dentro di noi, mentre me miglia scorrono, mentre cambiano i paesaggi, mentre passano i giorni e le notti.
Ci siamo accorti che ora comincia ad essere difficile ricordarsi cosa abbiamo fatto ieri, e non ci interessa cosa faremo domani, perchè ora stiamo iniziando ad apprezzare il presente.

Ogni tanto quando scherziamo dicendo a qualcuno che lo lasceremo a piedi, o quando sta per precipitare (un modo di dire) in un dirupo o sta per fare qualcosa di “pericoloso” diciamo: “mi raccomando seguici sul blog, metti un like”

Ma oggi scendendo dal Mexican hat, aiutandoci a non schiantarci davvero da qualche roccia è uscita la frase “e anche oggi il like lo metteremo domani”

ed è proprio cosi che deve essere.