Abbiamo sale ovunque.
La mattina la passiamo a pulire le macchine in un paio di autolavaggi. Il sale è entrato ovunque, sotto, sopra, di lato, dentro le fessure dei finestrini, dentro le bocchette dell’aria…nel motore.
…e visto che ci siamo cambiamo anche un’altra gomma bucata, sempre della stessa macchina.
…e visto che ci siamo ci mettiamo a parlare con una simpatica signora che addestra cani anti bomba, che aveva un po’ di C4 (meglio non sapere cosa sia) e della polvere da sparo nel suo zaino, che ci ha fatto vedere, mettendo nei nostri un po’ di esplosivo (!) come è bravo il cane a trovarlo.
Ed effettivamente era davvero bravo.
Se non fosse che nella realtà ha il rischio di saltare in aria ogni volta che annusa una bomba, sarebbe anche un bel lavoro e un bel cane.
Mangiamo qualche hamburger che non si sa mai, e poi partiamo alla volta di Panguitch.
Ci facciamo altri 700km circa, questa volta in mezzo al vero nulla assoluto, incontriamo in tutto, forse, 5 macchine.
Il nostro passatempo preferito adesso è correre lungo le ferrovie, fare le gare con i treni, e farli suonare scambiando gesti con il pilota. (autista ? trenista ? conducente ? trenoconducentista ?)
Incrociamo un temporale, una catena montuosa, dei campi di niente, dei paesi abbandonati.
Viaggiamo, tantissimo.
Arriviamo a panguitch la sera verso le 21.58, i locali chiudono ovviamente alle 22.00.
Quindi ci arrangiamo come possiamo, compreso comprare dei marshmello e delle birre, accendere un fuoco e passare la notte come i veri cowboy davanti al fuoco a parlare di massimi sistemi.