Ci alziamo presto questa mattina con l’incubo del passaporto smarrito, abbiamo solo una possibilità ancora: la macchina parcheggiata dal parcheggiatore affidabilissimononsappiamodove.
Già, perché ieri dopo aver preso le chiavi delle macchine è partito per non sappiamo dove dicendo “tranquilli il mio parcheggio non è questo multipiano di 40599 posti proprio attaccato qui all’albergo, io ho un parcheggio a 5 isolati da qui che nessuno ha mai visto ma c’è”
Quindi ci facciamo portare li, il parcheggio esiste sul serio, e troviamo anche dentro una delle macchine il passaporto che evidentemente era “solo” caduto dallo zaino.
Quindi un buon segno.
Presi dall’entusiasmo invece di partire decidiamo di dare un’occhiata a Chicago ed al Cloud Gate (che in italiano si traduce in fagiolone riflettente).
Ci arriviamo dopo appena 10 min di cammino, in un parco meraviglioso.
Gasatissimi da questa ondata di fortuna torniamo all’albergo, ci facciamo portare le macchine, occupiamo praticamente tutta la via nemmeno fossimo il corteo del presidente degli Stati Uniti, breve riunione e decidiamo di andare a Newtown facendo prima tappa a Lisle, entrambi trovati a caso sulla mappa perché ci piaceva il nome.
Montiamo in macchina, chiediamo le portiere, e ci perdiamo subito, nemmeno fatta la prima curva.

Di 8 macchine 3 sono in fila, 5 perse nel traffico.

Ma il destino oggi ci vuole bene e ci troviamo tutti nella ridente cittadina di Lisle.

é una cittadina fatte di case da film e da erba tagliata in maniera maniacale.
Ogni casa ha il giardino perfetto, non puoi nemmeno dire l’erba del vicino è più verde. Non esiste un più verde di quel verde.
C’è qualcosa di strano in quella precisione, questa cosa inizia a tormentarci.
A Lisle attacchiamo gli adesivi sulle macchine, diamo i nomi ad ogni equipaggio e consegniamo le radio.
Ogni macchina ha il nome di una nave della flotta stellare, è cosi da sempre.
Anche la radio ha le sue regole, prima tra tutti il “check”: la macchina numero uno chiama “check” e tutte le macchine dietro dovranno dire il loro numero seguito dal nome della macchina, facile.
“check”
“fredoom 1”
“enterprise 2”

ma la leggenda vuole che per un motivo o per l’altro la conta si interrompa sempre al massimo al numero 3…e ci vogliano giorni di viaggio, se non anni, per riuscire a fare un check completo.
Questa volta invece tutto liscio al primo colpo, arriviamo alla numero 8 come se niente fosse.
La cosa inizia a preoccuparci tantissimo.
Tutto va TROPPO BENE.
Partiamo alla volta di Newton, come detto ci piaceva il nome e poi si sa:

due corpi dotati di massa si attraggono con una forza che è direttamente proporzionale al prodotto delle masse e inversamente proporzionale al quadrato della distanza che li separa“,

ma ci sembrava troppo complessa, allora passiamo alla più classica terza legge:

“ad ogni azione corrisponde un’altra azione di intensità reazione uguale e contraria”

che fa fico da dire perché è l’unica che tutti si ricordano sempre per ovvie ragioni, era la scusa perfetta per ogni cosa:
“si guarda ti ho dato uno schiaffone perché tu…”
“Io cosa ?”
“tu la legge di newton, azione reazione…insomma sei un ignorante..zitto e prendi lo schiaffone”
Un classico.
Quindi per i primi 5 secondi dopo il check parliamo di grandi problemi della fisica meccanica e delle teorie dell’universo, per poi passare a barzellette e indovinelli e urla e canzoni per i successivi 400 minuti.
Visto il traffico sulla freeway e visto che per ora ancora non abbiamo trovato sterrate, e visto che il destino ci asseconda, iniziamo a prendere stradine alternative…e ci troviamo in aperta campagna, ma sempre circondati da case con giardino perfetto, con erba perfetta, tagliata anche dentro boschi o vicino a fossati improponibili.
Passando su di un fiume bellissimo, arriviamo anche da Black Hawk, che, nella nostra precisione maniacale di organizzazione del viaggio troviamo dopo un’attenta pianificazione:
“fico, gira li”
“ma li dove ?”
“Li nel bosco”
“ma sei sicuro ? non si vede nemmeno la stradina”
“bè cerchiamo il fiume, dentro il bosco c’è sicuro il fiume”
non troviamo un fiume, ma troviamo l’indiano, e ci ritroviamo pure a 100 metri di altezza sul fiume. inspiegabile mistero della fisica, ma siccome stiamo andando a Newton, allora tutto normale, lo sanno tutti che avvicinandosi a newton le leggi della fisica cambiano.
Per esempio esiste la legge “se una cosa la vedi, la puoi evitare”.
“ragazzi occhio al copertone in mezz..”
“preso”
“si anche io”
“e io”
“si si pure io”
“si anche io preso proprio sul cofano”
“anche io preso in pieno”
Cosi ora abbiamo un parafango attaccato per miracolo…e 7 macchine che abbiamo scoperto hanno dei guidatori con una precisione millimetrica a centrare cose pericolosissime in mezzo alla strada.
Arriviamo a Newton non prima di una sosta sul Mississippi ed in un supermercato dove le commesse impazzite da una crisi ormonale, non si spiegavano come mai 40 persone possano partire dall’Italia e viaggiare completamente a caso per 2000 miglia.
Nemmeno noi ce lo spieghiamo, quindi abbiamo mascherato tutto con le varie leggi della fisica “se un macchina viaggia a caso in una direzione contraria alla rotazione della terra allora la terra darà una rotazione alle ruote della macchina uguale e contraria creando delle avventure di forte intensità“.
Non hanno capito niente, e noi forse a scuola dovevamo studiare meglio la fisica, cosi le prendiamo subito a schiaffi, ci guarano con occhi sbarrati e noi “ZITTE ! la terza legge di newton..ma che ne sapete ! Studiate !”
(non è vero ma nel racconto faceva fico scriverlo)
Ripartiamo e ci facciamo queste 200 miglia in mezzo a giardini perfetti e campi di pannocchie.
Arriviamo a Newton in tarda serata, verso le 21.59, giusto in tempo per le 22.00 dove ogni cosa chiude, e ogni essere umano si volatilizza in un buco spazio temporale.
A Newton non esistono persone.
E quelle poche che ci sono sono a Perkins, un fast food che ha la caratteristica di avere una temperatura interna di segno uguale e contrario a quella esterna: fuori 30 gradi, dentro -30.
E capiamo che le persone che sono li, sono gli unici abitanti che non sono riusciti a scappare e si sono congelati aspettando il menu, sono li da secoli.
Mangiamo immaginando di essere esploratori del polo nord la nostra immancabile dose di cose fritte, cocacola, hamburger, pollo fritto dentro una frittura di patatine con una salsa di mostarda fritta dentro una patata servita con delle fragole fritte su di un letto di insalata fucsia fritta.
Mentre mangiamo, per sbaglio, apriamo la mappa di google e ci accorgiamo che tutte le miglia che abbiamo fatto oggi sono appena un niente rispetto alla distanza che dobbiamo percorrere.
Questo ci ferma un attimo la digestione.
Domani partiremo presto, per la prima volta ci sarà una “Machina numero uno” e il viaggio avrà la sua completa piega avventurosa.
Per ora ci dormiamo su, curiosi di sapere cosa ci aspetterà domani, e soprattutto se a Newton esiste gente.