Un viaggio di quasi 10 ore, almeno 4 film, un microsonnellino per qualcuno, per altri invece il vagare come fantasmi nei corridoi dell’aereo.
Perchè su questo aereo abbiamo scoperto i finestrini che hanno i vetri che cambiano colore, invece delle tendine, hai un bottone che cambia la trasparenza del vetro…lo puoi fare tu, lo può fare il capitano.
E siccome l’aereo è del capitano, quando gioca lui, gli altri non possono giocare con i bottoni del finestrino.
Cosi a circa metà viaggio tutto diventa scuro…ma non facciamo in tempo ad accorgercene che siamo già arrivati a destinazione.
Atterriamo in coda ad altri 10 aerei davanti a noi, giriamo un po’ per la pista e poi attracchiamo alla nostra uscita.
2 minuti e siamo fuori dall’aereo.
3 minuti e siamo alla dogana.
4 minuti e siamo alle valigie.
5 minuti e siamo fuori con le valigie in mano
6 minuti e siamo alla hertz
7 minuti e abbiamo 7 macchine su otto.
già…perchè sarebbe stato tutto troppo bello cosi…invece la macchina numero 8 ha problemi con la carta di credito, non funziona.
Nessun problema, ne usiamo un’altra.
ma no….no no no no…non si può, solo chi ha prenotato la macchina può usare la carta di credito.
Gli spieghiamo che siamo un gruppo, che siamo tutti amici, che ci vogliamo bene e che soprattutto siamo italiani, e si sa che gli italiani hanno la dote innata dell’arte di arrangiarsi.
Ci cascano.
Ci permettono di usare un’altra carta.
Scaltri come delle faine della mongolia gli ridiamo in faccia sfoggiando una nuova visa luccicante.non va nemmeno questa.
Forse il lettore a questo punto.
Ci spostiamo in un’altra posizione…riproviamo, non va.
allora ne tiriamo fuori un’altra…non va.
e un’altra ancora…non va.
Arriva il capo.
una donna nera tinta di biondo che sa di assassino.
confabulano, girano a piedi intorno all’ufficio (già, girano a piedi intorno all’ufficio) e poi dicono “ok proviamo con l’ultima carta”…arriva anche una terza donna, e poi anche una quarta che dice “io non l’ho mai fatto. ma chiamiamo questo numero per le carte”
lo fanno.
chiamano il nunmero, forse dall’altra parte risponde babbo natale ubriaco, non risolvono niente.
Cosi torniamo noi, le nostre mille ore di viaggio, loro, e il loro misterioso computer che non accetta le mille carte.
Tuttavia il destino ha deciso che la punizione era sufficiente. La carta funziona…
ABBIAMO L’OTTAVA MACCHINA.
Usciamo felici manco fossimo i cavalieri della tavola rotonda al ritorno dalla più epica delle battaglie: “CI SIAMO, POSSIAMO INIZIARE IL NOSTRO VIAGGIO, TUTTI ALLE MACCHINE!!!!”
…e invece no.
i ragazzi della macchina 7, la guardano, vedono salirci sopra un simpatico ometto obeso, accende la loro macchina e se ne va.
cosi, come se niente fosse.
Rientriamo, troviamo sempre le 4 menti più il capo nero biondo tinto.
Gli diciamo che uno ci ha praticamente rubato la macchina…”impossibile”.
“invece si, è al posto 162, guardate è vuoto”
“impossibile”
“possibile”
“impossibile”
“vai a vedere”
“ok vado”
…torna.
“è vero, non c’è”.
Cosi si rimettono tutte a richiamare babbo natale ubriaco che gli consiglia di andare in lapponia a noleggare slittini invece di continuare a massacrare noi.
Ne trovano un’altra, ce la danno, partiamo.
Usciamo tutti dal gate…ma uno no…il destino e babbo natale vaneggiante consumano tutto l’olio della macchina…cosi la dobbiamo cambiare.
Grazie a dio non abbiamo a che fare con le 4 menti di prima, e arriva un omino vestito di giallo con una nuova macchina tempo 3 secondi.
Arriviamo in albergo in 30 minuti passando davanti ad un panorama mozzafiato della downtown di chicago.
Prendiamo le chiavi, sempre con la lentezza che ci si addice…e dopo appena un’ora abbiamo tutte le chiavi delle camere e le macchine parcheggiate non sappiamo dove da un parcheggiatore che per mezz’ora ha detto “DAI RAGAZZI…DOVE SONO LE CHIAVI DI QUESTA MACCHINA PER DINDIRINDINA (non proprio)”
…”AHH SCUSATE LE HO IO”
lo guardiamo come guarderemmo un cane lupo vestito da foca che canta in un bar.
Ci diamo appuntamento tra 15 minuti per andare a cena…andiamo in camera, guardiamo il letto, scendiamo…e abbiamo un passaporto perso.
Ok il destino e babbo natale si vede che oggi proprio non hanno niente da fare.
Chiamiamo la hertz e le 4 menti che fanno finta di fare la segreteria telefonica, ma niente, sentiamo la polizia per capire come fare, il consolato…domani ci resta il consolato.
Ora ci mangiamo un hamburger e facciamo due passi a piedi per la città…come rito scaramantico. Domani, forse, partiremo alla volta del nulla.

Inizia anche il backtour, un racconto di vita giornaliera cosi come l’abbiamo vissuta noi.https://www.youtube.com/watch?v=jgyPMnDO0Sc