Oggi partiamo per la nostra prima avventura, su google map abbiamo visto che c’è una cosa “misteriosa” vicino Bonneville, una specie di carcassa di vecchio aeroplano abbandonato nel deserto, proprio vicino ad un vecchio lanciamissili.
Decidiamo di andare li, proprio nel nulla assoluto, quindi partiamo, usciamo di strada, e ci facciamo un’oretta di sterrato in mezzo all’esatto niente.
Al primo cartello “mi raccomando ci sono oggetti inesplosi non toccate niente, non muovetevi, non respirate”, iniziamo a pensare che forse non è la giornata giusta per andare a cercare carcasse di aeroplani, tuttavia, quando arriviamo davanti ad un cancello dell’air force nell’esatto niente con su scritto “qui usiamo laser, per favore non vi avvicinate”, decidiamo che si, non è proprio la giornata adatta per andare a cercare carcasse di aerei, cosi prendiamo un’altra stradina a caso, direzione “bohdaquellapartevaiversolamontagnaprimaopoiarriveremo”.
E buchiamo.
4 Volte.
in 4 macchine diverse.
Ma sempre la stessa ruota.
Che il destino ci voglia dire qualcosa ?
Che sia perchè siamo sullo sterrato pieno di sassi taglienti da qualche (tante) ore ?
Che sia perchè qualcuno di noi decide che guidare una macchina sullo sterrato non è abbastanza quindi bisogna provare a scalare montagne ?
o che sia perchè il destino ci vuole davvero dire qualcosa tipo “èoradismetterlaprendeteunastradanormale”.
Cosi dopo quasi una giornata passata in mezzo a niente, panorami infiniti e nessuno incontrato a parte cartelli che minacciano di farci esplodere, arriviamo davanti ad una distesa di sale, perfettamente piana, per decine di km.
Non vogliamo imboccarla a tutta velocità anche se abbiamo bucato mille volte, ci siamo persi, è tardi, e forse non dovremmo farlo ?
Lo facciamo comunque.
Ed è un’esperienza mistica.
Guidare nel niente assoluto, un paesaggio lunare, bianco per terra, azzurro e rosso il cielo, le montagne cosi lontane da sembrare finte.
Niente a perdita d’occhio, non una pianta, una buca, un dosso, niente…tutto piatto.
Proviamo ogni tipo di manovra, proviamo a cappottare le macchine, a farle andare a tavoletta, in retro, guidiamo bendati, sgommiamo…le proviamo proprio tutte.
Fino al tramonto.
Ecco, il tramonto, appunto…e come si torna alla strada asfaltata se a terra qui non c’è nemmeno una traccia da seguire e l’orizzonte è tutto perfettamente uguale ?
Non lo sappiamo, guidiamo a caso, verso il sole. Perchè guidare verso il sole porta sempre bene.
Più o meno infatti alla stradina ci arriviamo.
Il tempo di rifare i gruppi, di pulirci un po’ dal sale e siamo nuovamente sulla freeway direzione MacDonald.
Arriviamo a Wendover, una cittadina divisa tra Utah e Nevada da una linea dritta disegnata a terra.
Da una parte di quella linea nessuna luce, silenzio, tutti in casa, dall’altra casinò, luci, fast food e ogni tipo di perdizione possibile.
Praticamente da una parte della linea puoi giocare d’azzardo, appena metti piede dall’altra parte ti arresteranno.
Dormiremo qui questa notte.
Domani mattina presto 4 macchine su 6 andranno a cambiare le gomme, poi passiamo al carwash a pulire ogni traccia di sale (perchè una delle cose molto vietate con le macchine a noleggio è proprio fare sterrato e andare a cannone sul sale) e ci faremo più di 500km per arrivare a Vegas entro sera.

Prima però dovremo passare in un paesino chiamato Ely, ma questa storia ve la racconteremo domani. Per oggi abbiamo già abbastanza cose da ricordare.
Ed è solo il primo giorno.
Ne mancano altri 14.